Le nuove tendenze del settore hospitality individuate alla BIT di fieramilanocity

 

La workation, che unisce lavoro e vacanza, ma anche il turismo di prossimità, ‘lento’ e soprattutto responsabile. Se il settore hospitality ha bisogno di trovare una nuova spinta, lo fa in nome dell’innovazione, per essere pronto ad accogliere i ‘nomadi digitali’, e della sostenibilità, venendo incontro alle esigenze dei viaggiatori che dopo la pandemia hanno sviluppato una nuova sensibilità verso la cura del Pianeta.
Alla BIT 2022, la Borsa Italiana del Turismo che quest’anno è tornata in presenza, dal 10 al 12 aprile nei padiglioni di fieramilanocity, sono state individuate le tendenze che guideranno la ripresa del settore nella nuova stagione.

 
La rinascita del turismo passa dalla workation

Ne abbiamo sentito parlare per la prima volta alla fine del 2020: la workation - work and vacation - o in alternativa il bleisure - business and leisure - sono le nuove modalità di lavoro agili dei ‘nomadi digitali’, che coniugano business e vacanza. Il principio alla base è che si possa lavorare in qualsiasi luogo, basta disporre di un pc e di una buona connessione internet. 
Una tendenza di viaggio nata dalla diffusione dello smart working e in crescita continua: e così aumentano le strutture ricettive che innovano e si adoperano per ospitare i lavoratori, segno che il turismo ha bisogno di trovare una nuova dimensione. Secondo l’Osservatorio Innovazione Digitale nel Turismo della School of Management del Politecnico di Milano, già nel 2021 il 77% delle realtà alberghiere italiane si è attrezzato offrendo postazioni da lavoro in camera (48%) o schermi per video-conferenze (43%).

hotel accoglienza

Le vacanze? Meglio slow

Turismo ‘lento’ tra arte, natura e buona cucina: nel 2022 gli strascichi della pandemia e le incertezze legate alla situazione internazionale porteranno gli Italiani a scegliere una vacanza all’insegna del relax, possibilmente poco lontano da casa. È il cosiddetto turismo slow, un modo di viaggiare più consapevole e responsabile, alla scoperta della cultura e delle tradizioni tipiche del nostro Bel Paese. 
E se i borghi italiani sono attrattivi lo si deve non soltanto ai paesaggi e al patrimonio artistico, spesso poco noto, ma anche alla qualità dell’accoglienza - dalla pulizia delle camere e degli spazi comuni alla qualità del cibo, fino alla capacità di ascolto degli ospiti e delle loro esigenze -, che costituisce il valore aggiunto e senza tempo delle strutture ricettive.

Sicurezza fa rima con sostenibilità

Quest’anno, come nel 2021, rimane forte l’interesse per le destinazioni considerate Covid-free, in grado di trasmettere sicurezza ai viaggiatori. E proprio la natura e la sostenibilità si rivelano gli elementi al centro di una vacanza percepita come ‘sicura’: dal rapporto Gli Italiani, il turismo sostenibile e l'ecoturismo di Fondazione UniVerde, infatti, emerge che per il 74% dei nostri connazionali il turismo sostenibile è ritenuto il più sicuro nella fase post-Covid. 
Negli ultimi due anni, i viaggiatori hanno sviluppato un nuovo senso di cura per l’ambiente e sono in aumento le strutture che scelgono di adottare comportamenti ‘virtuosi’: si va dai semplici accorgimenti, come la riduzione della plastica usa e getta nelle camere, alle nicchie come l’enogastronomia sostenibile, con la valorizzazione della filiera corta e delle tradizioni culinarie locali. Fino ai veri e propri cambiamenti come la ristrutturazione in chiave green, con l’installazione di impianti di illuminazione e climatizzazione intelligenti, per evitare gli sprechi, e la scelta di materiali naturali per le costruzioni come il legno, la pietra e il sughero.


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