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Nello stabilimento di Partitalia forniamo diverse tipologie di tag RFID - braccialetti, portachiavi, hard tag ed etichette - adatti per l’identificazione delle persone e delle cose, e di lettori RFID - fissi, wearable, desktop e veicolari.

La tecnologia è il nostro punto di forza:
abbiamo a catalogo prodotti con oltre 70 chip diversi, anche combinati tra loro.

I nostri chip a contatto sono suddivisi nelle categorie: memoria libera, memoria protetta e microprocessore. Queste ultime contengono un processore matematico encryption.

I nostri chip RFID sono in banda: LF (Low Frequency), che funziona alla frequenza di 125-134 kHz, HF (High Frequency - 13,56 MHz), UHF (Ultra High Frequency - 868 MHz), per andare incontro alle esigenze dei mercati più diversi, dal controllo accessi alla logistica, dall’industria al settore Retail.

  • LF - Low Frequency
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    LF frequenza

    La frequenza LF (Low Frequency) opera nel range 125-134 hKz. Si trova nella parte più bassa dello spettro di radiofrequenza ed è dotata di caratteristiche che la rendono molto utilizzata:

    • Campo magnetico ben definito. Il campo magnetico della banda LF non presenta dispersioni, modulazioni o rifrazioni.
    • Buon funzionamento in presenza di metalli. Nella bassa frequenza il tag RFID può essere letto nei pressi del metallo o sopra di esso, dal momento che il segnale emesso dal lettore non è in grado di attraversarlo.
    • Buona capacità del segnale di attraversare i materiali. Il segnale in Low Frequency riesce ad attraversare qualsiasi tipo di materiale, escluso, appunto, il metallo
    • Scarsa influenza dei liquidi. Un limite della tecnologia a radiofrequenza è la sua incapacità di funzionare in presenza di liquidi; la Low Frequency 125-134 kHz, invece, è scarsamente influenzata dai liquidi. 
    • Lettura di prossimità. La frequenza LF è indicata per le letture di prossimità, a 10-15 cm di distanza.
    • Bassa velocità di lettura/scrittura del tag, che rende possibili letture di precisione. Nella bassa frequenza, la lettura e la scrittura del tag hanno una velocità ridotta: per questo motivo, la Low Frequency è utilizzabile nel caso in cui siano necessarie letture di precisione.

    Applicazioni:

    • Controllo accessi e identificazione. Le card RFID sono diffuse per il controllo accessi in hotel e campeggi, palestre, aziende, scuole e università, federazioni sportive, contengono un chip 125 kHz: la tessera contactless viene rilevata a pochi centimetri di distanza e il sistema garantisce una lettura performante. Un’alternativa alle card è costituita dai portachiavi e braccialetti RFID, contenenti anch’essi un chip 125 kHz, che hanno le stesse caratteristiche di lettura e funzionamento delle tessere RFID.

    Card e portachiavi RFID in bassa frequenza sono diffusi, inoltre, per l’apertura delle sbarre dei parcheggi e apricancelli elettrici: la lettura è effettuata avvicinando la card al reader e determina l’apertura del tornello. 

    • Borsellino elettronico. Card, portachiavi e braccialetti RFID con chip 125 kHz vengono utilizzati come borsellino elettronico, per memorizzare un credito spendibile presso le ATM (Automated Teller Machine), in cui è presente un sistema di erogazione automatico di prodotti e servizi, che comprende vending machine, lavanderie automatiche, autolavaggi self-service e case dell’acqua. E ancora, tessere e portachiavi RFID in LF sono utili per ricaricare le auto elettriche presso le apposite colonnine: avvicinando la card o il keyfob al simbolo di ricarica sulla colonnina, dotata di un lettore RFID, viene effettuato il pagamento e si ha l’erogazione dell'energia elettrica.
    • Raccolta differenziata dei rifiuti. Nei comuni che applicano la tariffa puntuale dei rifiuti – nella quale la parte variabile è calcolata in base alla quantità di indifferenziato conferito dall’utente –, è diffuso l’utilizzo del cassonetti ad accesso controllato. Il cassone si apre attraverso una card RFID contenente un chip a bassa frequenza, che consente di identificare le utenze.
    • Applicazioni industriali. Siccome il metallo e i liquidi hanno una scarsa influenza sulla Low Frequency, gli hard tag RFID vengono impiegati in ambito industriale per l’identificazione di oggetti in metallo o contenenti liquidi; altre applicazioni industriali riguardano i processi automatizzati di produzione, l’individuazione di interferenze dai monitor e dalle installazioni industriali. 

    Tracciabilità di animali domestici e da allevamento. La Low Frequency 134 kHz è la tecnologia standard adoperata per l’identificazione degli animali domestici (obbligatoria per i cani) e da allevamento (mucche, maiali, cavalli, ecc.). La scelta della bassa frequenza è dovuta al fatto che essa non è influenzata dai liquidi: il corpo degli animali, come quello umano, infatti, è composto da acqua in percentuali elevate. Il tag 134 kHz viene fatto ingerire dal veterinario all’animale insieme al cibo, iniettato oppure inserito sottocute.

  • HF - High Frequency
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    LF frequenza

    L’HF (High Frequency) funziona ad una frequenza di 13,56 MHz ed è utilizzabile in tutto il mondo. Operano in alta frequenza le smart card contactless, il cui funzionamento è regolato dagli standard ISO/IEC 14443 e ISO/IEC 15693.  

    • La norma ISO/IEC 14443 definisce l’uso delle cosiddette Proximity cards, che consentono una rilevazione fino a una distanza di 10-12 centimetri e contengono informazioni di tipo sensibile, come dati anagrafici e importi monetari, che per motivi di sicurezza richiedono di essere rilevati, appunto, ad una distanza ravvicinata. L’identificazione deve essere effettuata dall’utente in maniera volontaria, avvicinando la card al sistema di lettura. Le killer application delle Proximity cards sono l’identificazione delle persone (carta d’identità elettronica, tessera sanitaria, passaporto elettronico, badge per rilevazione delle presenza contengono un chip 13,56 MHz) e i pagamenti (carte di credito e borsellini elettronici con importi a scalare). I tag RFID - braccialetti e portachiavi - con chip in banda HF costituiscono un’alternativa alle card contactless per l’identificazione e il controllo accessi nelle aziende e il loro funzionamento è regolamentato dallo stesso standard internazionale.
    • La norma ISO/IEC 15693 definisce l’utilizzo delle Vicinity cards, rilevabili ad una distanza maggiore rispetto alle Proximity cards, che può arrivare fino a 1-1,5 metri. Non contengono informazioni di tipo sensibile e la loro applicazione più diffusa è costituita dagli skipass per l’accesso agli impianti sciistici, che contengono un tag passivo funzionante a 13,56 MHz.  Sono regolati dallo standard ISO 15693 anche gli hard tag e le etichette RFID contenenti un chip in banda HF, la cui applicazione principale è l’identificazione di merci nella logistica
  • UHF - Ultra High Frequency
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    UHF frequenza

    La Ultra High Frequency, come la High Frequency, si trova nella parte alta dello spettro di frequenza: a differenza della HF, utilizzabile in tutto il mondo, la UHF presenta differenze significative in base al Paese (in Europa 865-868 MHz; negli Stati Uniti 920 MHz; in Asia 950 MHz).
    Introdotta in Italia relativamente di recente, nel nostro Paese l’Ultra High Frequency ha cominciato a diffondersi a partire dal 2007, anno della liberalizzazione della banda UHF da parte dell’allora Ministro delle Telecomunicazioni Paolo Gentiloni. In Europa, e quindi in Italia, l’UHF opera alla frequenza di 865-868 MHz ed è attualmente regolata dallo standard internazionale ISO/IEC 18000-6 del 2013, che definisce l’interfaccia via etere per i dispositivi RFID operanti a tali frequenze nelle bande Industrial, Scientific and Medical (ISM). 

    Hard tag ed etichette RFID (smart label) in banda UHF permettono distanze di rilevazioni elevate, che arrivano fino a 10-15 metri. La distanza più alta garantisce maggiore potenza delle letture e rapidità, con la possibilità di leggere centinaia di tag in pochi minuti, ottenendo un dato certo e affidabile. 

    Applicazioni:

    • Logistica. In diversi settori (farmaceutico, food&beverage, fashion), la tecnologia RFID in Ultra High Frequency è utilizzata per inventariare la merce, grazie all’utilizzo di hard tag ed etichette RFID che garantiscono prestazioni di lettura su distanza di 5-6 metri, velocizzando notevolmente il processo. All’interno dei magazzini automatizzati i tag vengono letti da reader posizionati direttamente sul nastro trasportatore o sul carrello elevatore.
    • Automazione di processo. Nell’ambito industriale, gli hard tag in banda UHF sono applicati ad oggetti e materiali per il tracciamento a distanza del prodotto, senza l’intervento dell’operatore. In tal modo il procedimento diventa più rapido, si riduce il rischio di errore umano ed è possibile lavorare anche in condizioni sfavorevoli, per esempio in presenza di polvere o agenti chimici.
    • Manutenzione degli impianti industriali. La tecnologia RFID in banda Ultra High Frequency è utilizzata sia nell’ambito della manutenzione correttiva, in seguito alla rilevazione di un’avaria, sia di quella preventiva, finalizzata a prevenire l’insorgenza del guasto. Applicato all’oggetto sul quale viene effettuata l’attività manutentiva, l’hard tag viene letto dall’operatore all’inizio e al termine dell’operazione, consentendo di calcolare il Tempo Medio di Riparazione (Mean Time to Repair - MTTR), uno degli indici più importanti nella manutenzione. Grazie all’RFID è possibile implementare un sistema CMMS (Computerized Maintenance Management System), ovvero un Software di Gestione della Manutenzione utile per analizzare i dati raccolti, pianificare le attività e organizzare le squadre di operatori.
    • Tracciabilità alimentare. Sempre più diffusa è l’etichettatura di bevande e alimenti pregiati (vini, olio, salumi e altri prodotti tipici) con smart label in banda UHF, al fine di garantire l’unicità del prodotto, tracciare il percorso distributivo e prevenire tentativi di contraffazione. 

    Sistemi di controllo accessi a mani libere. L’uso delle etichette RFID in banda UHF è frequente per verificare l’accesso di veicoli e merci all’interno di aziende che si servono dei sistemi di controllo accessi a mani libere (per es. per identificare i lavoratori e i mezzi nei cantieri edili, verificare l’accesso ai parcheggi e così via).

  • COMBO (HF+UHF)
  • COMBO (LF+HF)
  • Contact
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    CONTACT

    Le card contact presentano all’esterno un piccolo componente elettronico color oro, di forma quadrata o rettangolare, che viene chiamato chip. All’interno del chip è contenuto un circuito elettronico, detto anche micromodulo, che contiene una memoria o un microcontrollore. Il micromodulo presenta dei piccoli tagli, che rappresentano i contatti che servono per trasferire i dati all’esterno; può avere 6 oppure 8 contatti. La lettura avviene attraverso l’inserimento della tessera all’interno di un lettore; questa tecnologia garantisce la massima sicurezza.

    Tipici esempi di chip card sono le carte privative, le card per controllo accessi, la carta d’identità elettronica e la tessera sanitaria.

    Le smart card con chip a contatto sono regolate dallo standard internazionale ISO 7816 e si possono suddividere in tre famiglie:

    • Card con memoria libera (tecnologia di lettura I2C). Contengono un chip e2c bus integrato, senza alcuna password di lettura e scrittura. La dimensione della memoria varia da 2 kByte a 1024 kBytes; le principali applicazioni riguardano le card per hotel e la configurazione delle macchine da caffè, in cui è necessario il download del firmware.
    • Card con memoria protetta. Le card di questo tipo sono le più diffuse, hanno una password che non permette di scrivere, ma la lettura è libera. Le dimensioni vanno da qualche bytes a 1 kByte. Contengono chip 4406, 4432, 4442, 4428. Le principali applicazioni sono costituite da fidelity e loyalty card, card che fungono da borsellino elettronico per applicazioni non bancarie, tessere carburante, card per l’accesso agli hotel.

    Card a microprocessore. Sono impiegate per applicazioni che richiedono elevata sicurezza; contengono un processore matematico che permette la criptazione e decriptazione dei dati (3DES, RSA, a seconda della dimensione del file di encryption). A bordo di questo tipo di tessera è solitamente presente un sistema operativo.  

  • Banda Magnetica
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    BANDA MAGNETICA

    Le card con banda magnetica presentano una striscia nera o colorata sulla parte posteriore. La banda può essere alta 12,7 mm, se è a 3 tracce, 10 mm, se a 2 tracce, 6 mm, se a 1 traccia. Tipici esempi sono le gift card e le carte privative.

    Le tessere magnetiche rispondono allo standard ISO 7811, che ne descrive la posizione, la codifica e la coercitività. La coercitività è l’intensità del campo magnetico e viene misurata in Oersted (Oe); la banda magnetica può essere a 300, 2750, 4000 Oe. In base al valore della coercitività le bande magnetiche possono essere classificate in due famiglie: LoCo (bassa coercitività, 300 Oe), che è facilmente “smagnetizzabile”; HiCo (alta coercitività, 2750 Oe e 4000 Oe), che è, invece, maggiormente resistente ai campi magnetici. Più alto è il valore degli Oersted, più la banda magnetica è sicura. 

    La banda magnetica può essere inserita nella card con due metodi: flush-on (inserita all’interno del processo di laminazione) e roll-on (applicata). Può essere programmata/codificata nelle tre zone: Iso 1, Iso 2, Iso 3. In Partitalia siamo disponibili ad analizzare le vostre tessere magnetiche, verificando sia la coercitività che il tipo di programmazione.

CARD

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PORTACHIAVI RFID

HARD TAG RFID

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